lunedì 4 maggio 2015

Come aprire un corso di Aikido

Forse a qualcuno di voi sarà un giorno balenato il desiderio di aprirsi - prima o poi - un suo Dojo nel quale praticare Aikido.

In questo Post vorremmo offrirvi qualche indicazione per indirizzarvi sulla strada di realizzare il vostro sogno, o perlomeno le dritte per non incorrere in spiacevoli sorprese mentre ci state provando!

Supponiamo che abbiate già i requisiti per tenere un corso, solo che non sapreste da dove partire nel costruire un vostro gruppo di Aikidoka... ecco elencati di seguito alcuni passaggi importanti.

1) siccome siete già Aikidoka - e lo dovreste essere da un pezzo se volete sperimentarvi come Insegnanti che si staccano dal proprio Dojo di origine per intraprendere la propria strada - una delle cose più importanti è condividere questo vostro desiderio con le persone (e soprattutto i Maestri) che fino ad ora vi hanno affiancato e supportato.

Sembra una cosa da niente, ma è fondamentale emanciparsi senza sbattetela porta dei locali che vi hanno consentito di crescere fino ad oggi: la strada dell'insegnamento e della costituzione di un vostro gruppo può risultare anche ostica, quindi - oltre tutto - potreste avere anche bisogno di ulteriore supporto dai vostri (ex) colleghi...

... quindi cercate che questa vostra decisione sia compresa e non osteggiata dal vostro gruppo di provenienza;

2) in Italia non è così semplice avere a disposizione una struttura da dedicare esclusivamente all'Aikido in pianta stabile, quindi ora si prospettano 3 diverse alternative:

2A) andate a zonzo di palestra in palestra chiedendo se per caso qualcuno avesse intenzione di ampliare le proprie attività con un nuovo corso di Aikido.

In questo caso, di solito non si trovano soluzioni immediatamente soddisfacenti, in quanto "i posti migliori sono già stati presi" e sono rare le strutture che hanno voglia di investire su un nuovo corso (del quale non è noto a priori il potenziale), soprattutto se questo richiede un investimento di tipo economico per l'acquisto dei tatami.

Nella nostra personale esperienza, le possibilità migliori sono nei fitness center nuovi, che stanno partendo con TUTTE le loro attività e che quindi sono già naturalmente in una fase di forte entusiasmo nell'investimento. Ovvio che non è detto che li troviate a due passi da casa o nella zona che desiderereste: uno delle regole più importanti per iniziare è quella di "imparare ad adattarsi"!

La soluzione 2A) è quella meno costosa in termini di investimento economico personale ed è anche quella nella quale - di solito - non vi vengono nemmeno più di tanto richieste credenziali così specifiche (tipo: "Mi hai detto che sei un insegnante di Aikido, allora se ho lo spazio mettiti li e insegna!")...

Chi approfitta della leggerezza altrui, con la quale spesse volte i corsi vengono messi in piedi nell'esclusiva speranza di far affluire nella struttura nuovi iscritti, si dovrà ricredere presto: creare da zero un nuovo gruppo di praticanti non è una cosa così semplice, né immediata!

2B) potreste rivolgervi alle strutture pubbliche, costituendo una Associazione Sportiva Dilettantistica (meglio se con alcuni amici di pratica che già conoscete e che sarebbero disposti ad aiutarvi nel vostro progetto) e mettendovi in contatto con gli uffici che curano i rapporti fra i Comuni o le Circoscrizioni cittadine e le Associazioni.

Il vantaggio di questa possibilità è che è possibile trovare spazi pubblici da affittare ad un costo orario ragionevole (10,00 - 15,00 €/h) e quindi è possibile partire con un'attività nuova anche se non si possiedono già un consistente numero di iscritti.

Manco a dirlo, anche in questo caso, i posti migliori ovviamente sono già di solito presi e le Associazioni che li gestiscono si guardano bene da mollare la prelazione acquisita negli anni!
Sono infatti poche le strutture (perlopiù palestre scolastiche) che consentono di avere un tatami fisso, e potete giurarci che - in quelle poche - gli orari che fanno gola a tutti i marzialisti sono sempre gli stessi... quindi è facile che ci potrà essere da mettere in campo la propria determinazione e pazienza.

Tenete presente che spesse volte il tatami sovra essere acquistato a carico della vostra neonata A.S.D., qualora le strutture pubbliche non ne fossero dotate (quasi mai lo sono!).

Gli Enti pubblici non si interfacciano - solitamente - con soggetti privati, ma con persone giuridiche: da qui la necessità di costituire prima una Associazione Sportiva Dilettantistica per poter patrocinare attività come l'Aikido in favore dei propri Soci. Dialogherete con essi tramite il Consiglio direttivo della vostra A.S.D.;

L'ordine che viene seguito nell'assegnazione degli spazi è sia temporale, che geografico... nel senso che prima vengono accolte le richieste delle Associazione che da anni operano sul territorio, poi quelle nascenti (quindi sarete in coda!)... ed altrettanto, prima le Associazioni che hanno sede nel Comune presso il quale si fa la richiesta, poi quelle limitrofe;

2C) dopo aver costituito la vostra A.S.D. ricercate privatamente un locale destinato alla sua sede operativa, fra quelli in affitto o addirittura in vendita. Questa è la soluzione migliore per dare al vostro progetto una stabilità maggiore, ma è anche quella che richiede un investimento economico iniziale maggiore.

L'affitto (non parliamo nemmeno dell'acquisto!) è piuttosto oneroso (1500,00 - 2500,00 €/mese?) ed inoltre i locali vanno prima messi a norma e predisposti ad accogliere l'attività.

Vi sconsigliamo - fra l'altro - di dare eccessivo ascolto a ciò che vi propongono alcuni agenti immobiliari, secondo i quali ogni lo
cale di vostro gusto potrebbe diventare la sede per i vostri allenamenti: non è così, non più!

Loro hanno fretta di affittarvi/vendervi locali, ma in caso di controlli sarete voi - il Direttivo dell'A.S.D. - a finire nei guai.

In passato sovente garage e scantinati, magazzini semi-interati si trasformavano in palestre o luoghi anche destinati alle Arti Marziali, ma da allora la normativa è cambiata parecchio: ora nei comuni più grandi ed organizzati vi verrà richiesto una destinazione d'uso dei locali conforme a quella per la quale avete intenzione di usarli: ciò vuol dire che anche se trovaste un locale che fa al caso vostro, andrà scartato se possiede una destinazione incompatibile con quella adatta alle attività sportive.

Il locale dovrà essere completamente accessibile ai portatori di handicap, dovrà avere servizi igienici a loro dedicati, essere fornito di vie di fuga e dispositivi antincendio, presentare adeguati illuminazione e ricambio d'aria orario, altrimenti non avrete i permessi dai Vigili del Fuoco e dall'ASL di competenza.

L'ideale sarebbe poter rileverai un locale già precedentemente destinato a qualcosa di simile, in modo che non tocchi più a voi affrontare tutti questi aspetti: AAA palestra sfitta cercasi!

In ciascuna di queste tre ipotesi, sappiate comunque che ci va un po' a creare un giro di persone interessate alla vostra attività, poiché essa dovrà essere fatta adeguatamente conoscere alla cittadinanza che vive nei paraggi (leggi "PUBBLICITA'", che però verrà trattata in un prossimo Post).

Ammesso quindi che siate già pronti a fare un buon lavoro come Sensei, dovrete armarvi di quella pazienza che serve a far crescere il gruppo di persone che vi darà il mandato di insegnare loro: in questo periodo bisogna essere pronti ad auto-sostenersi economicamente (gli affitti agli Enti pubblici o ai privati saranno comunque da versare, così come i rimborsi di eventuali "datori di lavoro" potrebbero non esserci se non avete allievi).

Se questa eventuale fase della propria esperienza Aikidoistica (non tutti sono fatti per insegnare!) viene comunque vissuta con serenità e passione potrebbe costituire una delle avventure più belle da intraprendere, soprattutto se foste già inseriti in una rete di Aikidoka, che all'inizio potrebbero venirvi a dare una mano per l'avvio del corso.

3) a decretare se la decisione di "mettervi in proprio" sia stata quella migliore saranno sempre gli altri ed i feedback che vi giungono, sia dai propri successi, che insuccessi: l'importante è essere capaci di imparare la lezione in ogni caso!

Ci andrà pazienza, volontà di andare avanti in ogni caso, determinazione - forse anche caparbietà - e tanta passione: la buona notizia è che tutti hanno iniziato con i 1000 dubbi ed incertezze con i quali vi confrontate magari oggi, ma che non hanno impedito loro di farcela e di costruire un pezzo importante di struttura dell'Aikido, anche se a piccoli passi e con molta umiltà.

Queste avventure, se affrontate in modo sano, fanno crescere tantissimo la nostra Aiki-società, poiché costringono a guardarsi dentro alla ricerca di quelle motivazioni che rendono disponibili a valicare montagne impervie per materializzare i propri sogni.

Realizzare se stessi: non è forse questa una delle più alte forme d'amore?

Non è quindi anche una delle più alte forme di Aikido già in sé?

A tutti i novelli Sensei, un forte in bocca al lupo per i loro ambiziosi progetti... promettendo sempre supporto ed incoraggiamento dalle nostre pagine.

Fateci sapere i vostri pensieri, le difficoltà che state incontrando e magari anche come avete risolto alcuni dei problemi di cui abbiamo fatto menzione: servirà sicuramente da database esperienziale per noi e per altri praticanti!



lunedì 27 aprile 2015

Aikido & Tai Chi Chuan: un incontro inatteso

Qualche tempo fa, siamo stati invitati a partecipare ad una manifestazione di raccolta fondi per l'Associazione Kids Kicking Cancer - ONLUS (della quale vi avevamo già parlato QUIQUI): inizialmente la giornata prevista per il 22 marzo scorso a Torino avrebbe dovuto includere alcune dimostrazione di bambini e ragazzi praticanti di diverse Arti Marziali.

Vi offriamo lo spezzone del filmato girato l'anno precedente durante la medesima manifestazione...




Quest'anno però un imprevisto organizzativo ha fatto saltare completamente i palinsesti dell'evento, e anziché una dimostrazione con i più giovani, ci è stato richiesto - insieme ad altri Insegnanti - di coprire il lasso di tempo di un'intero pomeriggio con dimostrazioni di Aikido ed altro ancora, a cura degli adulti.

Come spesse volte accade in queste situazioni, gli allievi presi un po' all'ultimo non riescono a liberarsi facilmente dai loro impegni personali, quindi la partecipazione rischiava di essere particolarmente povera e così la copertura di "spettacolo" per l'intero evento.

Abbiamo visto che le altre discipline marziali presentano - per altro - esattamente le stesse dinamiche dell'Aikido.

Nello specifico, ecco cosa siamo riusciti a fare di prettamente Aikidoistico quel giorno...




 Ci si è trovato quindi, in poco più di un manipolo di Insegnanti con qualche allievo al seguito e con il compito di rendere interessante lo spettacolo offerto a tutti coloro che avrebbero partecipato all'evento di raccolta fondi.

È stato quindi così che da una telefonata veloce con un Maestro di Tai Chi Chuan è nata l'idea di provare ad interagire fra le nostre discipline, in modo tale da poter rappresentare qualche scambio significativo per il grande pubblico, ma che - al contempo - potesse essere anche utile ed interessante per gli Insegnanti che partecipavano alla manifestazione.

Così è stato e quindi Marco Rubatto, Capo Redattore di questo Blog ed Alessandro D'Oria - Insegnante di Tai Chi Chuan - si sono ritrovati al palasport "Le Cupole" per "interagire" in qualche modo...

... senza aver deciso bene come o preparato alcunché a tavolino.

L'evento si è rivelato una piacevole scoperta, poiché siamo stati capaci di rilevare numerosi punti di contatto fra le rispettive discipline, che pur si rifanno a tradizioni e periodi storici differenti.

L'Aikido (Giappone, scorso secolo) ed il Tai Chi Chuan (Cina del 1200 c.a.) hanno saputo scambiarsi sensazioni ed ispirazione da un incontro inatteso, e forse per questo particolarmente proficuo.

Sappiamo tutti che il sistema delle aspettative spesso ci intrappola in quello che desidereremmo o che vorremmo evitare: Marco ed Alessandro non si sono fatti fregare e si sono incontrati con estrema apertura e voglia di condividere con l'altro le rispettive discipline.

All'inizio si è optato per mostrare un momento solitario nel quale entrambi hanno perforato alcuni movimenti delle rispettive "spade": il dao per il Tai Chi e la katana per l'Aikido.

Prima difficoltà: il Tai Chi annovera diverse forme codificate di spada, mentre l'Aiki-ken no... quindi l'Aikidoka ha semplicemente eseguito alcuni movimenti spontanei provenienti dai suburi di base, per un tempo analogo alla durata della forma di sciabola del Maestro di Tai Chi.

In secondo luogo, i Maestri hanno voluto provare ad eseguire alcuni attacchi simili (fendenti, ganci, pugni) per vedere vicendevolmente quali erano le modalità caratteristiche di ciascuna disciplina di gestire quelle situazioni.

Si vede chiaro che ciascuno non aveva studiato la parte del "partner" che sa esattamente cosa gli succederà ed è pronto a reagire da manuale: Alessandro e Marco hanno fatto affidamento solo sulla loro sensibilità es esperienza, muovendo il corpo in modo spontaneo nel momento in cui dovevano ricevere la tecnica l'uno dell'altro.

Si tende ad essere abituati ad interagire solo con avversari  "addomesticati", anche solo dal fatto di praticare entrambi la stessa disciplina marziale.

Basta incontrare qualcuno che ne pratichi un'altra e tutte le nostre certezze, sul comportamento di uke vanno a gambe all'aria!

Crediamo però che sia un esercizio molto utile, arricchente e stimolante... che sprona a farsi nuove domande alle quali cercare di rispondere solo con altre nuove tonnellate di pratica...

L'idea finale per la breve dimostrazione è stata quella di proporre al pubblico una sorta di jiyu waza, nel quale ciascuno metteva l'altro sull'orlo di una percussione, di una leva, di una caduta... che poi però non veniva "chiusa"...

... per consentire all'altro di replicare - ovviamente nel suo modo caratteristico - con una dinamica analoga.

Non un combattimento, quindi, ma uno "scambio" di energia che i Maestri stessi volevano appositamente rendere sempre fluido e profondo, benché non necessariamente veloce o marzialmente risolutivo...

Questo è anche stato il livello nel quale ci si è percepiti più "simili", ovvero capaci di stare "nell'occhio del ciclone l'uno dell'altro", senza necessariamente essere consci di dove il movimento stesse portando: una sorta di "vela di energia", che poteva essere un eccellente motore dell'esercizio!

Tutto questo, come già dicevamo, è stato deciso e fatto SUL MOMENTO, senza prova alcuna e soprattutto... davanti a pubblico e telecamere!

Ci si aspettava un pubblico molto numeroso, come lo scorso anno, che ha registrato un palazzetto affollato di circa 400 persone: quest'anno è andata un po' peggio, ma crediamo che circa 150 persone fossero in tutto presenti.

Nè Marco, né Alessandro però si sono posti più di tanto il problema, tanto si trattava di "essere" e non di "apparire", quindi erano consci che qualsiasi cosa fosse successo, avrebbe rimandato la loro capacità di vivere le discipline che praticano ed insegnano da decenni.

I rimandi sono stati molto positivi, sia dagli altri Insegnanti presenti, che dal pubblico, che a posteriori da molti di quelli che hanno visto la breve demo insieme.

Un occasione di far INCONTRARE - e non scontrare - due diverse discipline marziali: una possibilità per interagire ed imparare insieme, scambiandosi sensazioni... sguardi ed emozioni.

Proponiamo anche a voi un breve report di quanto è accaduto quel giorno, così che possiate a vostra volta farvi un'idea personale.




Un dato certo è stato l'awase, direbbe un Aikidoka, che accomuna le PERSONE innanzi tutto, insegnanti, praticanti o meno... sia delle medesime discipline, sia di quelle scoperte o riscoperte affini.

Una curiosità di esplorare che si fa strada solo fra coloro che amano mettersi in discussione per fare la differenza innanzi tutto con loro stessi, ed indipendentemente dall'eventuale giudizio altrui.

Anche solo in questo senso, quindi, un'esperienza che ci pare di consigliare senza dubbi a ciascuno... ricordandoci quel detto orientale che recita:

"Nel mondo non ci sono buoni o cattivi, amici o nemici... ci sono solo maestri da cui apprendere"



lunedì 20 aprile 2015

La continuità nella pratica dell'Aikido

Togliamoci un dente doloroso: quanto conta la continuità nella pratica dell'Aikido?

Notiamo come non sia facile per molti praticanti rispondere in modo responsabile a questa domanda...

O' Sensei praticava Aikido tutti i giorni, anche più volte al giorno... e lo ha fatto per numerosi decenni, quindi saremmo portati a credere che una certa continuità nella propria pratica sia importante per ogni praticante.

È anche vero che noi ambientiamo questa pratica in una società ed in un contesto storico e culturale profondamente diversi da quelli nei quali ha avuto origine, e sarebbe quindi anche altrettanto importante tenere conto di ciò: ma quindi come conciliare differenti esigenze?

Il lavoro - quando c'è - va tenuto stretto e spesso ci richiede di non avere orari certi da dedicare alla nostra famiglia ed al tempo libero... così come i 1000 impegni del quotidiano non ci agevolano certo a ritagliare uno spazio fisso, frequente e costante, nel quale dedicarci alla pratica dell'Aikido (così come a qualsiasi altra attività)!

Ma allora, come la mettiamo?
Un paio di allenamenti alla settimana saranno sufficienti?

Per quanti mesi... anni saremmo in grado di mantenere salda e continuativa la nostra pratica?

A volte gli allievi non riescono a frequentare i corsi con costanza, sia che si tratti di adulti, sia dei più piccoli: le dinamiche che causano ciò possono essere molto diverse.

I bambini sono parecchio impegnati, sia scolasticamente, sia per molte altre attività sportive e/o ricreative e socializzanti che frequentano durante la settimana, inoltre... essi sono completamente dipendenti dalle disponibilità dei genitori ad accompagnarli al Dojo.

Gli adulti, come già accennavamo prima, hanno scuola/lavoro, casa, famiglia, coniugi, figli... Quanto risulta difficile essere costanti sul tatami?

Parecchio sembra: la maggioranza di Aikidoka si ritiene "addentro" alla pratica se riesce ad allenarsi un paio di volte alla settimana, ma c'è chi riesce a dedicarvicisi solo una volta... e capita anche che ci siano persone che riescono ad andare al Dojo poche volte in un mese.

Conosciamo persone che millantano di fare Aikido da 10, 20 o anche 30 anni: ma la domanda è "Pratichi Aikido da X anni, o hai praticato PER X anni di fila?".

Rispondere con sincerità è tutt'altro che scontato per alcuni...

Avere iniziato a praticare Aikido negli anni '90, per due o tre lezioni al mese, con pause di riflessione di qualche anno di quando in quando, non è sinonimo di avere nelle ossa la pratica continuativa di 25 anni di questa disciplina!

Come dice spesso un nostro carissimo amico, forse la domanda giusta dovrebbe essere: "Quante ore hai trascorso sul tatami da quando pratichi?".

Poi non è nemmeno detto che si debba fare Aikido per tutta la vita: ci sono persone che si accostano alla disciplina e se ne allontanano quando hanno appreso ciò che interessava loro... e questo è qualcosa di piuttosto normale, benché risulti talvolta difficile da accettare per alcuni Insegnanti...

Il punto però rimane lo stesso di prima: quale continuità serve perché ciascuno riesca a fare il proprio percorso in modo soddisfacente sul tatami?

L'Aikido è spesso occasione di ridisegnare la mappa del proprio territorio, sicuramente quella relativa ai movimenti del proprio corpo... ma forse anche di qualcosa di più profondo, quindi è bene chiedersi quanto tempo e costanza serva affinché questo processo possa avvenire.

Ciascuno di noi mangia regolarmente - da una a tre volte al giorno come minimo -, così facendo nutre il proprio corpo... e lo fa anche di domenica, anche durante le vacanze: ci sono attività che non si interrompono se si vuole che la salute sia buona.

Dormiamo ogni notte, ogni giorno incontriamo persone e facciamo scambi a livello umano: possono esistere giornate senza riposo, o di assoluto isolamento... ma non sono la norma nella nostra civiltà, e bisogna comunque starci attenti: basta poco per minare l'equilibrio psico-fisico.

L'Aikido è una disciplina in grado di fare una qualche forma di differenza nei confronti di chi la pratica, se e solo se, costoro le "permettono di entrare" così poco/tanto nelle loro vite da far si che ciò accada.

Quindi se si tratta di fare un piccolo/grande cambiamento attraverso l'Aikido, sarà necessario frequentare quest'ultimo con assiduità, come se si trattasse di un nuovo cibo, di un nuovo modo di riposare, di un nuovo modo di incontrare il prossimo... e magari con esso, pure se stessi...

Abbiamo compreso che imporre la continuità nella pratica NON FUNZIONA, così come non funzionano le diete ferree delle quali non sono convinte nemmeno le persone che vi ci sottopongono.

Deve essere comunque un piacere, o perlomeno una SCELTA personale, ed oggi le persone si mostrano sempre più incapaci di effettuare scelte mirate e consapevoli...

Si seguono le mode: quella del fitness, del dimagrimento, delle arti orientaleggianti... ma quanti hanno veramente intenzione di lavorare su se stessi con ciò che fanno?

Quando poi si incontra una disciplina (in realtà un Maestro...) che potrebbe consentirci di raggiungere agli obiettivi che ci siamo preposti, deve per forza scattare il sabotamento alla sua frequenza... altrimenti andrebbe addirittura a finire che faremmo GOAL!

Ma scherziamo, non sia mai...

Ecco che allora ci andiamo "quando possiamo", se non c'è nulla che ci si mette per traverso...

La continuità è fondamentale se commisurata alle aspettative che possediamo rispetto a ciò che pratichiamo: se non ci rendiamo conto di ciò, interverranno sempre misteriose cause esterne che sembrerebbero volerci deviare dai nostri intenti o dal nostro cammino!

Dopo un po', oltre tutto, inizieremo a provare la frustrazione di chi non si vede mai approdare da nessuna parte... e quindi - nuovamente - anziché colpevolizzare NOI stessi, ossia gli unici responsabili di ciò, inizieremo a pontificare sui difetti della disciplina, del Maestro... e così via.

La pratica è uno SPECCHIO, che ci mostra chi siamo in modo sincero ed inequivocabile: chi si dedica con impegno e costanza si dirige verso scenari che saranno irraggiungibili per chi non avrà altrettanta forza di volontà e capacità di organizzarsi.

È una verità forse scomoda, ma incredibilmente giusta, perché non fa eccezioni, né differenze fra le persone.

Non vi diremo quindi di praticare Aikido con costanza, perché sembrerebbe che faceste un piacere a noi: fatelo eventualmente per voi stessi, se la cosa vi sembra importante ed ispirante... questa è stata la strada attraverso la quale noi stessi abbiamo compreso ciò che rimandiamo.





lunedì 13 aprile 2015

Aiki-censimento italiano 2015: last reminder

Signori ci siamo quasi: il 30 di aprile si chiuderà ufficialmente il 1º Aiki-censimento italiano!

Di cosa si tratta ormai lo sapete ed in caso vi fosse sfuggito potrete trovare tutte le info QUI...
ma quest'oggi vogliamo anche darvi alcuni piccoli spoiler sui notevoli dati già in possesso di AkR - A.S.D. ed Hara Kai - A.S.D.!





Fino al 30 marzo scorso l'Aiki-censimento era stato compilato da circa oltre 250 persone, che hanno fornito i loro dati seguendo due distinti percorsi, ossia se si trattava di praticanti semplici o Insegnanti.

Da questa prima fotografia appare una società Aikidoistica formata da poco più che una femminuccia ogni nove maschietti, di età media intorno ai 40 anni (siamo una popolazione vecchia e maschilista?).

Il censimento è stato compilato in percentuale da quasi il doppio degli allievi rispetto agli Insegnanti, segno che questo censimento è stato sentito più "dal basso" delle gerarchie Aikidoistiche.

Gli allievi sembrano rimandare dati parecchio verosimili, ne senso che non si travisano "grosse sparate": è evidente come non sappiano la differenza fra Federazione, Ente di Promozione, grado, qualifica, etc... ma sono allievi e lo apprenderanno.

Gli Insegnanti hanno dichiarato un grado medio fra il 3º ed il 4º dan, che è molto se ci pensiamo... così come hanno rimandato di avere un'esperienza media di insegnamento di oltre 22 anni alle spalle (nuovamente un dato piuttosto alto), perlopiù non interrotto nel tempo... questi dati ci sembrano molto più "gonfiati"...

... inoltre c'è una cosa che ha colpito chi ha iniziato ad elaborare i dati: l'immagine che gli Insegnanti danno di se, sembra notevolmente differente da quella che offrono gli allievi dei propri Maestri (anche se a volte si parla delle stesse perso
ne!!!)

Interessante sta cosa!

Il censimento sta avvenendo su tre differenti livelli, che si intersecheranno fra loro:

a) il primo - e più completo e capillare - è quello risultante dai dati che gli utenti inseriscono autonomamente on-line (ECCO PERCHÈ È COSÌ IMPORTANTE CHE LO COMPILIATE!)

b) il secondo avviene richiedendo i dati relativi ai praticanti ed i Dojo direttamente agli Enti che patrocinano la pratica dell'Aikido sul nostro territorio;

c) il terzo step è di raccogliere i dati resi pubblici on-line dagli stessi Enti.

L'incrocio di questi input, consentirà fra qualche mese di fornirvi la fotografia più dettagliata sull'Aikido italiano mai avuta fino ad ora, così che si possa iniziare a tracciare una curva storica fra questo censimento ed il precedente (certo due punti non sono un granché per farci passare una curva, ma è meglio del vuoto che c'è adesso!).

Sia AkR - A.S.D che Hara Kai - A.S.D. ci hanno quindi richiesto accoratamente di fare giungere tramite Aikime questo loro messaggio... "Abbiamo bisogno accoratamente di voi, di tutti voi: compilare il censimento richiede pochi minuti, è divertente e sarà molto utile a tutta la collettività dei praticanti della disciplina!"

Detto, fatto... noi abbiamo fatto come da accordi da cassa di risonanza.

Il 30 aprile si chiuderà ufficialmente l'Aiki-censimento, ricordatelo: se non lo avete ancora fatto quindi correte a censire voi e la vostra realtà e ditelo a tutti gli amici del Dojo, i vostri contatti Facebook che praticano Aikido... insomma aiutateci nel tam tam più che potete!

Non ci sono dati inutili ed anche se più persone dallo stesso Dojo compilassero il form questo aiuterebbe solo le società a scovare i dati migliori rispetto a quelli "poco credibilquindi nulla andrà perso.
i"...

Noi ci risentiremo su questo stesso argomento fra qualche mese, con i risultati... stay tuned!!!




lunedì 6 aprile 2015

Chiuso per festeggiamenti, buona Pasquetta!

Carissimi lettori e follower, questa settimana Aikime si prenderà una piccola pausa e ci rivedremo on-line puntuali il prossimo lunedì...

Non avendo in repertorio molto materiale relativo alla Pasqua ed al tradizionale agnello, vi lasciamo con un piccolo esempio di ricetta per cucinare il maiale...




Buona pasquetta a tutti voi!


lunedì 30 marzo 2015

Morihei Ueshiba: l'Aikido raccontato per immagini

Questo sarà un Post insolito: poco testo e tanto spazio per l'interpretazione delle immagini...

Che l'Aikido sia ineffabile è una certezza che prende sempre più piede, man mano che lo si pratica: proviamo a leggerlo negli occhi stessi di chi lo ha prima di noi studiato, compreso, praticato... e ne ha fatto dono al mondo.

Morihei Ueshiba, O' Sensei: non un uomo che praticava Aikido, ma l'Aikido stesso fatto persona!

Ecco la galleria fotografica in alta risoluzione preparata per voi da Aikime, con scatti incredibili e poco noti del nostro amato Fondatore...