lunedì 21 aprile 2014

Settimana vacanziera: update

Siamo spiacenti: questa settimana alcuni inconvenienti tecnici hanno impedito la regolare messa on-line del Post del lunedì.

Ne approfittiamo quindi per un po' di vacanza forzata e vi aspettiamo sulle nostre pagine la prossima settimana, a presto!

La Redazione

lunedì 14 aprile 2014

Aiki-pedofilia: una PORNO-legge ci salverà?

Sicuramente quello della pedofilia è un problema assai serio!

In passato non sono stati pochi gli eventi legati a questo dramma anche nell'ambiente sportivo.

L'Aikido non è di sicuro uno sport, ma in Italia è considerato tale... e comunque il "fascino" magnetico del "Maestro di Arti Marziali" ha già mietuto alcune vittime fra i più giovani...

... "attenzioni particolari" nei confronti dei più giovani praticanti, se non veri e propri abusi hanno gettato più volte discredito in un mondo che dovrebbe essere contraddistinto dalla trasparenza e dal senso dell'onore!




Capitoli tristi che rimandano la bassa consapevolezza che hanno certi individui di se stessi e della società in cui abitano...

Che la legge debba essere severa in questi casi è praticamente scontato!

Solo che, SOLO CHE...

... che il 1 di aprile, quasi come un bel pesce dell'analogo mese... le caselle e-mail, i Social Network, le aree riservate degli Enti sportivi (Federazione ed Enti di Promozione) si riempivano di AVVISI URGENTI, che rendevano partecipi gli ignari istruttori di Arti Marziali della nascita del Decreto Legislativo n. 39/2014, del 4 marzo 2014...

... cioè l'obbligo di presentazione del certificato penale da parte delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche - a detta del Ministero della Giustizia - per tutti coloro che prestavano la loro opera a contatto di minorenni, anche a titolo di puro volontariato, ENTRO E NON OLTRE IL 6 APRILE 2014.

In cosa consiste questa nuova diavoleria?

In buona sostanza il D.L. 39/2014 obbliga coloro che hanno contatti con i minori di richiedere un certificato al proprio Casellario Giudiziale che mostri come il singolo individuo NON sia stato condannato per reati inerenti la pedofilia e/o la pedo-pornografia... scongiurando il pericolo che qualche pregiudicato o condannato in via definitiva presti poi opera accanto a potenziali sue nuove vittime.

Niente male diremmo noi, in effetti sembra proprio che questa cosa sia utile e doverosa!
All'estero ci hanno pensato anche prima di noi, ma almeno ora ci si è posti il problema anche in Italia... il problema è come sempre nei MODI.

Questo "certificato obbligatorio", che avrebbe fatto incorrere da lunedì 7 aprile in sanzioni da 10.000 a 15.000 € per coloro che ne fossero stati trovati sprovvisti:

*) ha validità 6 mesi (ciò va richiesto/rinnovato 2 volte ogni anno!!!);

*) è a titolo oneroso (1 marca da bollo da 16,00 € + 1 marca per diritti da 7,08 € se il certificato è richiesto con urgenza oppure 1 marca per diritti da € 3,54 se il certificato è richiesto senza urgenza);

*) è da richiedere per via cartacea e non è ancora chiaro se un soggetto che operi in più Enti debba richiedere un solo certificato, oppure un numero di certificati pari al numero delle attività che frequenta.

E qui sorgono subito alcune perplessità:

1) ci dite il 1/04 che dobbiamo avere un certificato CARTACEO per il 6/04???

2) si dite che la richiesta del certificato può costare 16,00 + 3,45 € se non è urgente, oppure 16 + 7,08 € se è urgente: ma è OVVIO CHE E' URGENTE, ce lo chiedete 3 giorni prima!!!

3) ci dite che dal 7/04 chi non ce lo avrà sarà multato decine di migliaia di euro... perché? Non esistono tempi di adeguamento più coerenti?

4) ogni persona che opera a contatto dei minori, tipo un Insegnante di Aikido, dovrà spendere ogni anno nel migliore dei casi 38,90 € (19,45 x 2) per dimostrare di non essere pedofilo... ma perché dobbiamo pagare per mostrare che non abbiamo problemi?

5) perché esistono ancora nel 2014 alcuni certificati urgenti da richiedere andando smettersi in coda in un ufficio?

6) ce lo paga lo Stato il tempo che utilizziamo per fare queste operazioni?

7) se abbiamo un certificato che attesta che non siamo stati coinvolti in atti processuali inerenti la sessualità ed i minori, significa che NON siamo pedofili?

Alcune domande sono banali, altre meno...

Sicuramente per combattere un grave problema comportamentale che viene sempre più alla ribalta ai nostri giorni (nello sport, nella Scuola, nelle aree religiose), ai cittadini è stato richiesto d'emblée di spendere un sacco di soldi!

Siamo veramente sicuri che tutto ciò non sia già fattibile GRATIS e ad impatto zero con l'attuale tecnologia?

Immaginiamo che giustamente lo stato voglia potersi assicurare che nessun pregiudicato per reati inerenti la pedofilia possa operare in ambienti legati ai minori... neppure nello sport, neppure nelle Arti Marziali, neppure con l'Aikido...

Allora PRIMA di emanare un decreto attuativo dall'oggi al domani, prepara un portale telematico nel quale ciascun cittadino possa accedere inserendo i suoi dati, che interfacciandosi con gli archivi del Ministero della Giustizia...  fornisca in output un certificato penale che attesti la propria posizione di "incensurati" in tal senso, con un comodo PDF da scaricare, stampare e da esibire ad eventuali controlli.

Costo dell'operazione? Diciamo qualche migliaio di euro?

E invece NO: dovete uniformarvi voi (cioè NOI), pagando subito, pure per l'urgenza che vi mettono altri e sarete sanzionati nel caso in cui non lo faceste!!!

Ogni operatore a contatto con minori dovrebbe dotarsi di un (o più?) certificato (i?): se ogni A.S.D. che ha un corso di Arti Marziali gestito da più di una persona? Pagherà per più certificati...!

Solo in Piemonte una piccola stima per difetto che ci è giunta parla di circa 300.000 Associazioni (fra sportive e culturali) che dovrebbero essere interessate dal D.L. 39/2014.
Facciamoci allora due conti:

19,45 x 2 x 300.00 = 11.670.000 € ogni anno da una regione x 1 Operatore ad Associazione

È una lotta contro la pedofilia o è una raccolta fondi?

L'ultimo censimento Associativo ufficiale in Italia (2012) parlava di:

*)  4.700.000 volontari
*) 681.000 dipendenti
*) 271.00 lavoratori esterni

Ora, non tutti questi soggetti avranno direttamente a che fare con minori, ma una parte di essi si però...

Sono numeri importanti in ogni caso, quindi - oltre al piacere di notare che si legifera anche per comare gravi buchi normativi nel settore della formazione educativa dei più giovani - ci chiediamo: ma non è che i nostri politici stanno cercando di riprendersi dalla finestra quei famosi 80,00 € in busta che dovremmo trovare a breve?

Perché che si stia cercando di raschiare il fondo, fra l'altro gravando sul settore no profit che nell'oro sicuramente non naviga... pare più che evidente!

Fortuna che data l'ampiezza applicativa del decreto legge in oggetto, sin da subito tutti gli organi di categoria interessati (quelli sportivi, nel nostro caso) si sono prontamente mossi nel chiedere ulteriori delucidazioni al Ministero della Giustizia per un testo fumoso e sibillino.

Ed il Ministero ha risposto, abbastanza prontamente, spegnendo gli animi e specificando meglio l'applicabilità e la conseguente obbligatorietà della richiesta del certificato penale di cui sopra.

Sono nate quindi due "note interpretative" del D.L. (il che ci fa ripetere che esso è stato mal scritto, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di spiegarlo meglio!) che potrete leggere al seguente LINK.

Morale della favola: è stato chiarito che non rientrano nell’obbligo della certificazione del casellario giudiziale tutti i soggetti che prestano la propria opera presso le Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche (Istruttori e Tecnici compresi) con i quali non si sia configurato un rapporto di lavoro autonomo o subordinato... cioè il 99% dei soggetti che portano avanti le attività come la nostra.

La paura di essere multati quindi è parzialmente passata, mentre quella di avere il sentore di essere presi per il c**o invece permane, a nostro parere.

Auguriamoci che propositi più che opportuni, come quello di ridurre le possibilità che accadano atti di pedofilia (legati allo sport ed alle Arti Marziali o a qualsiasi altra cosa!), vengano sempre più attuati in modo fattivo... augurandoci però anche che non sia una PORNO-legge a cercare di porvi rimedio.

lunedì 7 aprile 2014

Aiki En Italy... una buona idea sulle orme del Fondatore dell'Aikido

Morihei Ueshiba non fu il primo praticante di Arti Marziali a rendersi conto della coerenza ed integrazione fra queste discipline e l'affascinante mondo dell'agricoltura.

In giapponese questa complementarietà è chiamata da secoli [武の一如] "Bu-No-Ichinyo", cioè "l'unità fra Budo ed agricoltura".

Nel 1942, proprio per coronare il sogno di questa complementarietà, egli si trasferì nella cittadina di Iwama (guardate questo video dal minuto 3:05), dove continuò ad allenarsi e ad insegnare, parallelamente all'attività contadina.




Lavorare i campi ed affinare le tecniche marziali scandì praticamente il resto della sua esistenza... mediante il migliore orologio biologico esistente, ossia quello delle lune e delle stagioni: ritmi naturali che oggi tendiamo a non conoscere più tanto! 

O' Sensei inizialmente chiamò questa sua residenza [合気園] "Aiki En", ossia "Fattoria Aiki"... che è visibile in questo secondo filmato...



Da allora la possibilità di dedicarsi anima e corpo allo studio dell'Aikido è divenuta una cosa assai rara nella nostra complessa società... i cui ritmi sono tutt'altro che naturali...

Tuttavia alcuni rari esempi di questa possibilità si sono salvati e sono fortunatamente giunti fino a noi.

Una prima Aiki En nacque in Portogallo, quindi in Germania... e finalmente oggi ne possediamo una anche in Italia!

Ed è proprio di questa interessante e suggestiva opportunità di studio che vogliamo oggi parlarvi.

Simone Chierchini Sensei, con il quale più volte questo Blog ha collaborato proficuamente, ha ufficialmente aperto al pubblico la sua Aiki En a Montenero di Bisaccia (CB), in Molise.

Potrete trovare qui il sito ufficiale dell'Organizzazione e tutte le info per trascorrere sia una serena vacanza, scandita da aria buona, cibo salutare, agricoltura e sano Aikido a contatto con la natura... sia la possibilità di permanenza più prolungate in qualità di uchideshi.

Vi raccomandiamo la cosa particolarmente, poiché ad oggi in Italia sono veramente pochi i luoghi che possono vantare un programma uchideshi attivo e proficuo!

"Seeh.." direte voi... "e quando mai che trovo il tempo per andarmi a fare un po' di Aikido in mezzo ai campi!"...

Avendo girato un po' il mondo per l'Aikido, vi possiamo assicurare che questa è una prassi piuttosto consolidata in altri Paesi, in quanto le persone riescono ancora per fortuna a ritagliarsi gli spazi per dare importanza nel proprio quotidiano a ciò che reputano veramente fondamentale per sé.

Una "vacanza-studio Aikidoistica", quindi, è qualcosa di molto papabile e fattibile in questo senso: basta volerlo!

Ed oggi c'è anche questa possibilità senza effettuare costosi viaggi all'estero, quindi sta tutto alla nostra intelligenza e buon senso sfruttare questa opportunità tutta italiana!

Inutile che vi si rimandi la spettacolarità degli appennini nei quali si contestualizzano gli allenamenti e la vita comunitaria di cui sopra...

Fra l'altro siamo particolarmente vicini ad una iniziativa particolare dell'Aiki En Italy per le prossime vacanze pasquali: 4 giorni per 6 persone di puro divertimento ad un prezzo contenuto.
Troverete QUI tutte le info.

Vivere ed allenarsi con l'intensità e la qualità naturale di un tempo ad oggi quindi è ancora possibile, grazie a Simone Chierchini Sensei ed alla sua neonata Aiki En Italy, alla quale auguriamo le migliori cose... e che attendiamo di visitare noi stessi al più presto.

Buon Bu-No-Ichinyo in Molise a tutti!


lunedì 31 marzo 2014

Aikido & Ayurveda: una tesi che li correla

Quest'oggi vi proponiamo in esclusiva uno studio inedito fatto da un'allieva che frequenta i nostri corsi.

Questa ragazza lo scorso mercoledì si è diplomata con eccellenti voti in un corso triennale di Massaggio Ayurvedico presso una prestigiosa Scuola di Torino ed ha deciso di focalizzare la sua tesi su analogie e legami che ha trovato nel suo percorso di studi sulla medicina tradizionale indiana e l'Aikido che ha continuato a frequentare parallelamente.

Per quel che ne sappiamo, è la prima volta che qualcuno tenta questo studio comparativo!

La medicina Ayurvedica è la scuola tradizionale e sapienziale dell'antica India, ed è un settore veramente vasto ed affascinate: essa abbraccia l'uomo in modo olistico e quindi supporta l'individuo ad una quotidianità sana e proficua, mediante consigli dietologici, depurativi... tramite trattamenti specifici (come i massaggi, appunto)... ma anche fornendo consigli specifici sulla vita relazionale ed emotiva...

... e soprattutto connettendo ogni forma di disagio psico-fisico ad una sorta di "dis-allineamnto" energetico e spirituale dell'essere umano... prima di tutto dentro se stesso e quindi con l'ambiente in cui vive.

Una visione sicuramente completa ed integrata che - al solito - è stata vista per anni come "stregoneria", ma che ha portato con sé l'esperienza di migliaia di anni di successi ed efficienza.

La nostra allieva, di nome Eleonora, ha voluto provare a comparare gli elementi sapienziali dell'Ayurveda con l'Aikido, cercando - ove possibile - punti paralleli, se non convergenti fra le due discipline.

Ne è nata una tesi di circa 120 pagine, che culmina - dopo un'approfondita introduzione sull'Ayurveda e sui suoi principali principi metodologici [più indicata agli "addetti ai lavori"] - con un'intervista di 10 domande mirate fatta a Marco Rubatto, nella quale Eleonora ha provato a capire se le sue intuizioni fossero state più o meno centrate rispetto ad eventuali attinenze con l'Aikido.

Attualmente Eleonora è 4º kyu nella nostra disciplina.

Riportiamo quindi di seguito per intero questa intervista:
buona lettura ed un grazie alla nostra Eleonora per la sua gentile concessione!

**************************************************************************************

AYURVEDA & AIKIDO: L’INTERVISTA

"E. Buongiorno “Sensei” (Maestro), lei ovviamente sa perché mi trovo qui, visto che le ho già argomentato le motivazioni per le quali ho richiesto questo incontro: le ho già parlato dei miei percorsi di studi e l'ho messa a conoscenza dell'intenzione di riportare questa intervista nel testo della mia relazione.

Testo che tra l'altro lei ha anche già letto. Per cui non ci resta che iniziare, se lei è d’accordo…

M. Certamente, sarà un piacere!

DOMANDA 1)

E. Bene, allora inizierei con il chiederle di spiegarci che cos'è l'Aikido, dove nasce, dove si sviluppa, quali sono i suoi obiettivi...

M. L’Aikido è una disciplina che nasce lo scorso secolo in Giappone, per mano di Morihei Ueshiba, anche chiamato O’ Sensei dai praticanti dell’arte. Trae le sue origini da una tecnica marziale molto efficace e tradizionale, il Daito Ryu Aiki Ju Jutsu, quindi si emancipa ed evolve da questa pratica, inglobando aspetti di carattere etico, filosofico e spirituale, tanto cari al suo Fondatore.

In buona sostanza diviene un cammino personale di conoscenza attraverso il movimento, in un contesto ben specifico che è quello della conflittualità (sia fisica che emotiva), ossia in un ambito nel quale le maggiori incertezze personali tendono a manifestarsi.

Morihei Ueshiba prima e gli Aikidoka tutt’oggi credono che incontrare il lato meno conosciuto di sé (quello che emerge sotto stress e/o durante un conflitto) sia un’occasione di crescita privilegiata ed importante da cogliere.

Il proprio “avversario”, colui che ci attacca, diventa la rappresentazione del “lato in ombra” di ciascuno di noi… quindi riuscendo ad incontrarci in modo armonico (anziché scontrarci) con esso, in qualche modo, si riesca a “fare pace” anche dentro noi stessi.

L’Aikido è divenuto perciò una disciplina olistica, nella quale si crede che l’universo sia riflesso in ogni sua componente e secondo la quale il contrasto e conflitto sono occasioni di crescita, anziché elementi che generano un inutile stress da evitare.

DOMANDA 2)

E. A proposito di olismo: anche la medicina ayurvedica si attribuisce spesso questo termine, mi chiedevo quindi in che senso l’Aikido si ponga nei confronti del rapporto che c’è fra macro-cosmo e micro-cosmo… ed al concetto di unità.

M. Certo, anche nell’Aikido queste tematiche sono state studiate, sviscerate ed impregnano la pratica: Morihei Ueshiba era giunto ad una sorta di consapevolezza del suo stesso rapporto con il creato… tanto da fare affermazioni forti del tipo “Io sono l’Universo”!

Ipotizzando che non fosse folle, l’insegnamento che si può trarre da ciò è molto significativo a parere mio: il “creato” ed il “creatore” starebbero in un rapporto olografico o frattalico, nel senso che tutto ciò che ha dato origine alla realtà sarebbe da essa specchiato, senza perdita di informazioni, quindi sarebbe possibile ritornare al senso di completezza, armonia, salute ed unità, anche studiando a fondo l’interazione del creato.

Noi in Aikido lo facciamo oltre tutto in una situazione molto particolare e specifica, cioè quella del conflitto, ossia un contesto apparentemente non ideale per far emergere tutto ciò: eppure nel consentire all’energia che c’è tra aggressore ed aggredito di fluire, senza che essa possa bloccarsi, emerge la possibilità di “pacificare” lo scontro a vantaggio di entrambi, cioè in modo da avere “due vincitori”, che hanno potuto beneficiare dell’opportunità evolutiva dell’esperienza fatta insieme.

Il proprio “nemico” diventa una “parte di sé”, e siccome questa è una realtà effettiva, egli incomincia a sabotare la sua stessa aggressione, poiché non avverte né contrasto, né giudizio nella nostra azione, ma solo una volontà di ritornare esplicitamente a quel senso di unità che sottostà ed è precedente persino alle ragioni della divisione e quindi del conflitto.

DOMANDA 3)

E. Sia praticando i trattamenti ayurvedici, che le tecniche di Aikido ho osservato che di frequente si ripresenta la forma della “spirale”, cosa mi dice rispetto a ciò?

M. La natura utilizza spesso questa forma per le trasformazioni di energia, è quindi logico che arti e discipline che si occupino di questo argomento la utilizzino all’interno delle loro pratiche.

In Aikido - per esempio - non abbiamo inventato nulla di nuovo, nel senso che si è andati ad attingere a quel grande serbatoio sapienziale che la natura mette a disposizione di chiunque. In questo senso l’Aikido è stato “ri-scoperto” e non inventato, così come l’utilizzo della forma spiroidale della trasformazione dell’energia, grazie alla quale rispediamo con grazia l’attacco ricevuto al mittente.

DOMANDA 4)

E. L’Operatore ayurvedico deve avere la conoscenza di tre tipi di dosha, poiché trattando l’individuo nella sua unicità, egli dovrà eseguire interventi tecnici specifici per mantenere in equilibrio questi tre elementi: ciascun dosha ha caratteristiche uniche nel suo genere, ma in un contesto in cui esse devono essere mantenute in equilibrio con le altre.

Mi è parso di cogliere che in Aikido esista una possibilità analoga…

M. Il numero “tre” in natura è sinonimo di equilibrio, quindi si… anche in Aikido succede la stessa cosa: noi utilizziamo tre tipi distinti di pratica: esse sono il “tai jutsu”, cioè le tecniche a mani nude, “l’Aiki-ken” ovvero le tecniche di spada e “l’Aiki-jo”, ossia le tecniche di bastone.

Queste tre distinte pratiche appaiono particolarmente differenti all’occhio di un neofita, ma mirano ad essere fra loro integrate al punto tale da diventare a livelli più elevati un tutt’uno organico, che rappresenti proprio la quintessenza dell’Aikido stesso.

Non credo a caso il Fondatore abbia utilizzato, oltre il corpo, anche questi due strumenti di legno per forgiare i principi della sua disciplina.

Attualmente molte scuole reputano secondario il valore del lavoro con le armi, sicuramente per inconsapevolezza sul loro ruolo determinate nell’armonia della disciplina, ma senza dubbio è possibile ritrovare questo sistema di equilibrio tri-polare anche nell’Aikido.

DOMANDA 5)

E. Uno degli obbiettivi della medicina ayurvedica è quello di cercare un equilibrio fra i dosha costituenti l’individuo, al fine di ripristinare o preservare uno stato di salute e benessere, mentre ho osservato che in Aikido spesso mi ritrovo a perdere l’equilibrio e quindi a doverlo ritrovare: crede che le due cose siano in contrasto fra loro o abbiano una qualche forma di affinità?

Mi sembra che entrambe le pratiche mi conducano ad una sorta di equilibrio personale o interiore, può avere senso questa mia sensazione?

M. Parlo per l’Aikido, che conosco meglio dell’Ayurveda, la questione è che equilibrio e disequilibrio sono due parti duali di un’unica realtà che invece duale non è: quindi sapere come perdere il proprio equilibrio in modo naturale e non traumatico, così come mantenerlo sono in realtà la stessa operazione.

La seconda cosa non sarebbe possibile, senza la consapevolezza sulla prima: il segreto non è tanto quello di acquisire un equilibrio perennemente o fisso, ma proprio quello di imparare ad avere una serie naturale di equilibri e disequilibri con i quali “giocare” per mantenere la propria strada personale non lontana dai propri intenti e desideri.

“Cadere” non è “perdere”, così come non lo dovrebbe essere “ammalarsi”: si tratta di imparare una lezione, passare attraverso un’esperienza per poi farne tesoro in seguito, tutto li.

Io vedo affinità fra queste due discipline, perché da quanto ne so, anche l’Ayurveda prevede un equilibrio dinamico in perpetuo mutamento, esattamente come fa l’Aikido

In questo senso credo che lei sia fortunata, perché sta avendo la possibilità di esaminare il suo stesso sistema pisco-corporeo e spirituale sotto l’ottica di due pratiche diverse, ma anche affini!

DOMANDA 6)

E. Durante le sue lezioni, lei parla sovente di tecniche che se ben eseguite possono favorire uno stato di salute, ma anche essere dannose e pericolose in caso diverso. 

Com’è possibile che una tecnica marziale possa arrecare beneficio al fisico, quindi a livello “oggettivo”, oltre che a livello soggettivo ed interiore?

M. Semplice: ogni sistema pisco-fisico è simile, anche se non uguale, ed è quindi sottoesposto alle stesse leggi. Se queste leggi sono studiate e conosciute, la strada che si utilizza per ledere è anche quella che conduce alla salute, quando percorsa in senso opposto.

Ad esempio, i meridiani dei polmoni, del cuore, degli intestini scorrono attraverso le braccia che tanto vengono utilizzate dalle tecniche di Aikido. Chi esegue la tecnica quindi può sia bloccarli che fare un vero e proprio “massaggio energetico” al proprio partner, a seconda della consapevolezza che ha di ciò, o della sua intenzione.

Un tecnica quindi se eseguita/subita può portare ad una sorta di “ringiovanimento” e pulizia del proprio sistema, o ad un suo deterioramento. Ovviamente in Aikido non siamo interessati a quest’ultimo caso, perché va contro i propositi della disciplina.

Non siamo nemmeno qui per “curare” nessuno, ma molte di queste conseguenze risultano quasi “effetti collaterali” di una pratica oculata, coerente… che perciò definirei “sana”.

Tutto ciò è oggettivo, anche poiché psiche e soma non sono due sistemi indipendenti, quindi lavorando sul soma, si modifica la psiche e viceversa: ecco perché al termine di una lezione “ci si sente meglio” anche fisicamente, oltre ad avere magari anche raggiunto qualche consapevolezza di carattere più introspettivo e personale.

DOMANDA 7)

E. La cultura ayurvedica raccomanda precetti importanti per il mantenimento di una buona salute psico-fisica e sociale, che riguardano anche il cibo, il sonno, le relazioni interpersonali, ma soprattutto l’attività meditativa e contemplativa, da cui pare che l’Ayurveda stesso provenga...

... ho notato che anche lei in Aikido sovente pone l’accento sull’importanza della meditazione per una conoscenza approfondita di quello che, in Ayurveda, potrebbe essere definito come il raggiungimento di una “mente satvica”… Cosa mi dice in merito?

M. Il fondatore dell’Aikido, oltre ad un guerriero ed un genio tecnico, è stato anche sicuramente un filosofo ed un mistico, quindi le connessioni fra la mente e lo spirito erano state da lui conosciute e studiate approfonditamente.

Per sua scelta, la parte più meditativa e spirituale non era stata mai rivelata agli allievi, in quanto parte di un percorso personale di consapevolezza che egli riteneva che ciascuno dovesse fare da sé. 

Oggi molte Scuole e stili di Aikido sono fermamente ancorati agli aspetti tecnici della disciplina, e ad essi si fermano. Nell’ultimo decennio, la mia esperienza personale invece mi ha fatto sempre più integrare gli aspetti fisici e tecnici, con quelli più sottili, spirituali ed animici, poiché ho riscontrato i limiti che può avere dedicarsi solo ai primi.

Parlo quindi di meditazione e di integrazione fra mente e corpo durante le lezioni perché ritengo che sia una strada indissolubilmente legata agli aspetti fisici e marziali della disciplina che pratico ed insegno.

Ho altresì notato che i miei allievi in questo modo mostrano una crescita più rapida ed equilibrata di un tempo, e sto venendo in contatto con altre realtà che hanno fatto altrove le stesse mie scelte, ottenendo risultati analoghi.

Quindi si, l’Aikido in origine contemplava questi piani di studio: dire che oggi essi si possano incontrare ovunque non è veritiero, ma sempre più Insegnanti stanno prendendo a cuore l’idea di legare fra loro i vari livelli che costituiscono l’essere umano, poiché hanno intuito l’importanza di procedere in modo olistico, come lo stesso Ayurveda insegna da millenni.

DOMANDA 8)

E. Nel corso degli anni, la medicina ayurvedica ha subito delle trasformazioni, tant’è che l’Ayurveda tradizionale si è “modernizzato”, tendendo ad inglobare anche il pensiero occidentale.

Mi chiedevo se anche l’Aikido fosse stato soggetto ad un analogo processo evolutivo…

M. Si, certamente. Come tutte le “cose vive”, anche l’Aikido si è evoluto e continua a farlo, pur cercando di mantenere il contatto con le sue tradizioni.

Questo ha fatto nascere diversi filoni di pensiero, Scuole e stili di pratica, poiché quando si iniziò a codificare ed “oggettivizzare" l’arte del Fondatore, ci si divise in correnti distinte, talvolta addirittura contrastanti fra loro.

Ma questa è una dinamica comprensibile, in quanto ciascuna esperienza è unica ed anche osservando una stessa realtà, è possibile cogliere e sviluppare solo ciò che è nella propria indole.

In realtà questa “diaspora” ha generato arricchimento (oltre che problemi): il fenomeno “uomo” è in eterno mutamento, quindi è normale che lo siano tutte le arti e le discipline che si occupano del suo sviluppo e dell’implemento della consapevolezza che egli ha di sé.

DOMANDA 9)

E. La medicina ayurvedica in occidente trova una certa resistenza negli ambiti medici ed ospedalieri, nei quali l’allopatia regna ancora per lo più indiscussa.

La mentalità scientifica radicata fa fatica ad accettare alcuni precetti che derivano da una filosofia e spiritualità appartenenti ad una cultura lontana dalla nostra. Qualcosa del genere accade anche per l’Aikido?

M. Con l’Aikido non è diverso: le persone spesso si iscrivono perché vogliono apprendere tecniche di difesa personale, che gli permettano di sentirsi più sicuri per le strade della loro città.

Non dico che ciò sia un male, ma sicuramente non è quello per cui è stato ideato l’Aikido: questa disciplina aiuta molto più a difenderti da te stesso, che risulti il primo sabotatore dei tuoi atti ed il più feroce aggressore di te in particolari momenti.

Poi praticando in effetti è anche possibile diventare efficaci contro l’aggressione esterna, ma - nuovamente - è un “effetto collaterale”, non il goal della pratica!

Qui in occidente però le discipline da combattimento sono spesso confuse con le arti marziali, e anche fra di esse vi è una notevole confusione… forse a causa di una certa filmografia americana che spesso le utilizza senza renderle loro onore.

DOMANDA 10)

E. L’obiettivo ultimo dei trattamenti ayurvedici è quello di purificare il corpo e la mente dell’individuo, con tecniche di vario genere, per assicurare longevità ed una quotidianità sana: diviene quindi più uno stile di vita, che un rimedio temporaneo da adottare solo in caso di squilibrio.

L’Aikido prevede qualcosa di simile nel suo percorso?

M. Si, indubbiamente si inizia a praticare Aikido per molte diverse ragioni, ma ad un certo punto o si abbandona oppure si fa un certo “click” e ci si accosta a questa disciplina più come stile di vita che ad uno sport.

Il Fondatore stesso raccomandava che una pratica seria, costante e prolungata avrebbe avuto un effetto “purificante” sull’individuo, poiché avrebbe consentito ad esso di conoscersi meglio, quindi modificare quelle parti di sé che eventualmente non fossero in linea con il proprio credo o pensiero.

La pratica stessa in questo senso diventa lo strumento di purificazione ed una compagna costante della propria quotidianità: attorno ad essa nascono grandi amicizie e rapporti interpersonali importanti, che sono talvolta destinati ad accompagnarci in tutta la vita.

In questo senso l’Aikido può diventare uno stile di vita, esattamente come io ho scelsi per me che fosse alcuni anni fa.

E. La ringrazio per la gentile attenzione ed il tempo dedicatomi, permettendomi di sottolineare ancora una volta, alla luce di questo dialogo, come queste due discipline presentino notevoli affinità… e quindi praticarle entrambe conduca ad una consapevolezza maggiore di sé, partendo da punti d’osservazione distinti".


lunedì 24 marzo 2014

Aiki Nomad Seminar: un'evento che fa la differenza

Di solito ci limitiamo a scrivere e commentare su eventi "di casa nostra", ma per quanto riguarda l'Aiki Nomad Seminar anche quest'anno facciamo volentieri un'eccezione... poiché si tratta veramente di qualcosa di speciale ed unico nel suo genere.

Un gruppo di Maestri, perlopiù professionisti - fra i quali anche il nostro Coordinatore, Marco Rubatto - da 3 anni si ritrova ciclicamente ad insegnare e praticare insieme in un luogo sempre diverso: ecco la ragione del termine "Aiki Nomad"... ma questa non è l'unica novità...

Prima la Svizzera tedesca (Uster), la cui esperienza potrete è stata catturata in questo video...




... quindi è toccata la Svizzera francese (Montreux), che potrete rivedere brevemente qui...




ed infine pochi giorni fa la Svizzera italiana (Lugano): anche in questo caso l'evento è stato brevemente riassunto in questo breve video...



Dicevamo appunto, che la novità non è soltanto l'itineranza dell'evento...

Gli Insegnanti che curano questo seminar infatti hanno particolarmente a cuore l'esplorazione di quella parte della disciplina che rende le tecniche degli strumenti più che il fine della stessa.

Come usare una forchetta, che può fare molto per chi desidera nutrirsi comodamente... basta che non inizi a credere che siccome lo strumento ed il pasto sono spesso indissolubilmente legati, non si tenti di MANGIARE LA FORCHETTA!!!

In Aikido spesse volte si scambia il mezzo con il fine, e quindi necessariamente non riusciamo a trovare un terreno comune sul quale costruire qualcosa che abbia struttura e valore per "tutti i commensali"...

Beh, questi Insegnanti sono andati oltre e pare che ce l'abbiano fatta, tanto che il loro numero è in lento ma costante incremento, e la novità non è tanto ciò che fanno fare sul tatami, ma le prospettive con le quali la pratica viene vissuta.

È possibile, ad esempio, far coesistere armoniosamente praticanti provenienti da Scuole e stili di Aikido differenti, offrendo loro un'esperienza comune costruttiva per tutti... e soprattutto che possa essere facilmente inclusa nel loro vivere la disciplina al ritorno nel loro Dojo di provenienza?

La risposta è NO, se approcceremo la disciplina SOLO da un punto di vista tecnico (perché ci sarebbe il rischio che ciascuno torni a casa sua a fare come ha sempre fatto o a criticare chi fa in modo diverso dal proprio)...

... ma è SI, se si è capaci di studiare insieme qui principi che accomunano l'umana progenie di cui i praticanti di Aikido sono costituiti!

L'allineamento con la gravità, la profondità del contatto, la capacità di lasciarsi andare nelle cadute, di accogliere un'attacco, di lasciarsi sorprendere dalla capacità creativa del proprio sistema psico-fisico: questi sono appunto temi che interessano generalmente a qualsiasi Aikidoka, indipendentemente dalla Scuola, dalla latitudine, dal grado o dalla intensità con la quale pratichi la sua arte.

All'Aiki Nomad Seminar si fa appunto questo di strano/innovativo: ci si fanno tante domande, senza avere la presunzione di possedere sempre risposte altrettanto esaustive.

Si impara a stare nel DUBBIO insieme, e si consente al movimento che ciò genera di venire espresso: solitamente le sue manifestazioni appaiono piuttosto notevoli per freschezza, intelligenza, ispirazione!

Un modo forse nuovo di concepire la nostra disciplina che va esplorato, specie oggi... cioè un momento in cui tutti sentiamo che i valori del passato sembra che stiano perdendo mordente con le generazioni attuale e futura, ma questo non perché non abbiano più valore...

... forse quanto perché non vengono più compresi (presi-con) o vengono fraintesi. Allora l'Aikido si adatta, cambia LUI stesso prima di pretendere di insegnare ad altri a farlo... o forse rinnova solo l'ottica sotto la quale "leggerlo" e praticarlo.

Ciò che verrà fuori da questo movimento, senza dubbio in crescita e fermento ancora non si può dire: in termini di evoluzione si sta sempre esodo nell'incertezza... di sbagliare strada, metodo...

... pur essendo sempre più consci che il vero dramma sarebbe invece quello di stare fermi ed arroccati in posizioni del passato che non funzionano più.

L'Aiki Nomad Seminar anche a questo giro, ha saputo centrare quindi i suoi obiettivi: vedremo cosa accadrà l'anno prossimo...

... pensate che occasione imperdibile sarebbe se avvenisse in ITALIA...

Un uccellino ci dice che fareste bene a stare pronti anche a questa eventualità! ^__-